Dio NON esiste!

Dio non esiste si tratta di un affermazione forte per alcuni e logica per altri. Che ultimamente ha assunto gli onori della cronaca grazie ai bus atei.

Ma cerchiamo di analizzare la cosa in modo razionale, il primo punto è capire se l’affermazione ‘Dio esiste‘ e fondata o no, e se quelli che portano avanti questa ipotesi hanno mai portato una prova, verificabile, che dimostri o sostenga questa ipotesi.

Punto 1) L’onere della prova spetta a chi fa un affermazione, quindi dovrebbero essere i credenti a dimostrare che Dio esiste e non gli altri. Vi piacerebbe se qualcuno vi accusasse di un reato ma poi siete voi che dovete dimostrare di essere innocenti.

Tenendo presente che il cristianesimo esiste da 2000 anni e le religioni esistono da quando esiste l’uomo, e  in tutto questo periodo non hanno portato uno straccio di prova di una qualsiasi delle loro affermazioni, mi sembra ormai chiaro che le questo tipo di ipotesi siano del tutto infondate.

Punto 2) Le prove sul ‘esistenza di Dio. I cristiani dicono che Gesù è la prova. Ma a veder bene non esiste nessun documento storico che dimostri che Gesù sia realmente esistito o almeno non si può dimostrare la storicità del personaggio decritto nei vangeli canonici [con la sola eccezione di Ponzio Pilato che è l’unico personaggio storico decritto nei vangeli].

Inoltre non dobbiamo dimenticare che i vangeli canonici sono stati scelti nel 325 dc durante il concilio di Nicea, quindi 300 anni dopo i fatti narrati. E che i vangeli disponibili in quel periodo erano parecchi, più di 60, che in seguito presero in nome di vangeli apocrifi. Quindi la scelta dei quattro testi di base sembra del tutto arbitraria.

Un cristiano arrivato a questo punto penserebbe ai miracoli. Su questo punto basta cercare un paio di statistiche per scoprire che la percentuale di guarigioni spontanee in un qualsiasi ospedale è superiore alla percentuale di miracolati di un qualsiasi tempio o santuario. Oltre al fatto che la procedura di riconoscimento dei miracoli è fortemente discutibile e facilmente manipolabile, anche grazie alla recente abolizione del cosiddetto avvocato del diavolo.

Ormai l’unico argomento che porterebbe un cristiano è la sua esperienza e l’atto di fede. Ma come ben sappiamo se fosse nato in India sarebbe induista, se fosse nato in Arabia saudita sarebbe mussulmano ecc …

L’unica cosa che resta da dire è che la religione è solo un abitudine sociale ed un modello educativo molto discutibile.

Se poi qualcuno insiste sul fatto che non esiste la prova che dio non esiste, c’è sempre la teiera di Russel, un gioco di parole, ma al quale, per un credente, è molto difficile rispondere.

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Chocolate underground

Quest’anno di anime davvero interessanti non se ne sono visti, ma quando stavo per perdere la speranza ecco che spunta quasi dal nulla questo titolo minore e per certi versi fuori dagli schemi.

chocolate underground è una serie di 13 episodi di circa 5 minuti l’uno, quindi si parla di un prodotto minimalista, ma con una trama che procede molto velocemente ed efficacemente, senza mai perdersi in lungaggini o fronzoli narrativi.

Le vicende si svolgono in un immaginario paese, governato dal partito della salute, dove il cioccolato e tutti i dolci sono stati vietati per motivi di salute pubblica e per puro moralismo. Gli abitati di questa nazione sono inoltre obbligati a magiare dei cibi governativi e dal sapore disgustoso e che vengono venduti come salutari. Oltre a tutto questo vine fatta una propaganda martellante contro il cioccolato e a favore del cibo ufficiale (con citazioni degne di 1984 di Orwell).

Infine per completare il quadro nel paese in questione esiste una brutale polizia del cioccolato che arresta chiunque produca o consumi del cioccolato definito come cibo del diavolo.

I due principali protagonisti,  Huntley e Smudger, che fino a quel momento non avevano mai assaggiato un pezzo di cioccolato cominciano ad interessarsi al argomento grazie alle storie di un anziana pasticciera, delusa da quello che è capitato, che racconta ai due protagonisti di cosa capitava nella sua pasticceria nel giorno di san Valentino.

Dopo aver ricevuto il la Huntley e Smudger cominciano a far una serie di difficoltose ricerche fra la censura e il rischio di finire nel mirino di spie della polizia, ma, nonostante tutto, finiscono per scoprire un gruppo che produce il cioccolato illegalmente … [non voglio fare troppo spoiler].

La parte migliore di questo anime sta nella semplice ed intelligente analisi di quello a cui può portare il moralismo di stato e non solo. Nella trama non vengono creati eroi o santi ma i protagonisti sono delle persone normali a cui è stato spezzato il piacere della vita quotidiana da un governo dittatoriale e moralista e da una polizia violenta.

L’anime è stato tratto dal omonimo manga dell’esordiente Aiji Yamakawa.

Il tutto è stato a sua volta tratto dal romanzo Bootleg scritto da Alex Shearer, disponibile solo in inglese.

Sono disponibili i subs in inglese.