La teiera di Russel

Bertrand Russell è stato un filosofo e logico inglese che ha ideato il ‘paradosso’ della teiera:

«Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c’è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che – posto che la mia asserzione non può essere confutata – dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie. Se, invece, l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità, ed instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente.»

Quante affermazioni che non potranno mai essere smentite possono essere fatte: tante, tantissime forse infinite.
Quali sono queste affermazioni? Molte sono semplici giochi di parole come quello della teiera ma altre volte sono intere religioni, fedi completamente prive di fondamento che non sono mai state dimostrate da nessuno, ma che si basano solo immensi giochi di parole che molti chiamano filosofia.

E se tutte le religioni, nessuna esclusa fossero solo tante teiere immaginarie?

Perché molta, forse troppa, gente ci crede? Non penso che esista un unico motivo, ma ne esistono parecchi: la pressione sociale e famigliare sono sicuramente dei fattori importanti; il fascino del misticismo, l’idea che esista un qualcosa (cosa sia nessuno lo sa) e, penso anche, che ci sia anche il fascino della teologia, una forma di letteratura (non si tratta di una scienza) piena di citazioni in greco e in latino e di antichi maestri e filosofi depositari di chi sa quale verità.

E se la religione è solo uno sballo ravvicinato del terzo tipo (come dice Vasco)

“Sballi Ravvicinati Del Terzo Tipo”

E centomila occhi si voltarono
a guardare il cielo
con un sospiro leggero,
da quella parte sì, è da quella
parte che
sarebbero venuti loro
l’aveva detto il vecchio pazzo
che abitava il monte
nessuno aveva dubitato
delle sue parole
avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.

E centomila cuori cominciarono
a sondare il cielo
con un sospiro leggero
da quella parte sì, è da quella
parte
che sarebbero venuti loro
non c’era che aspettare fino all’alba
con pazienza e rassegnazione
avrebbero risolto tutto quanto loro
senza fare il minimo rumore
avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.

E centomila mani cominciarono
ad alzarsi verso il cielo
si stava già facendo giorno
e non era arrivato nessuno.
Non si poteva, più, aspettare invano
qualcuno già diceva
che non esistevano nemmeno…….
……..dovevano fare da loro,
fu allora che presero…
…il volo…

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3 Responses to La teiera di Russel

  1. BerryHey' says:

    Beh, la teiera di Russell non può mancare nel blog di un ateo che si rispetti. 🙂

    Bella la canzone di Vasco, non la conoscevo…

    L.

  2. Pingback: Dio NON esiste! « Simone’s Weblog

  3. hadwaker says:

    A babbonatale ho smesso di credere a sei anni, a dio e soci a sette. Non me ne sono mai pentito.

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